Pubblicato il: 15-06-2021

Pierre Haski, France Inter, Francia

Anno dopo anno, gli attacchi o le minacce informatiche di ogni tipo –  criminali, militari o della “guerra dell’informazione” – entrano sempre  di più nei rapporti internazionali. Nell’ambito del vertice della Nato  del 14 giugno a Bruxelles e dell’incontro tra Joe Biden e Vladimir  Putin, previsto per il 16 giugno a Ginevra, queste minacce occupano un  posto di primo piano.

In occasione del vertice della Nato si è verificato uno sviluppo  significativo. In un documento non reso pubblico, i 29 paesi  dell’alleanza hanno deciso di estendere la solidarietà automatica in  caso di aggressione alle infrastrutture informatiche e digitali.

L’articolo 5 della Carta atlantica, al centro dell’identità della  Nato, prevede che in caso di aggressione contro uno degli stati membri  tutti gli altri siano automaticamente solidali. Segno dei tempi, questo  automatismo è stato esteso ai agli attacchi informatici. È uno sviluppo  logico, ma che presenta alcuni problemi.

           

Nell’ordine delle cose
Nelle nuove forme di conflittualità, infatti, identificare l’aggressore è  spesso complicato, se non impossibile, e la risposta non è evidente  come nel caso della guerra convenzionale. L’attualità di questi ultimi  mesi evidenzia l’urgenza di affrontare la situazione. Gli Stati Uniti  hanno accusato prima i russi e poi i cinesi di essere responsabili di  intrusioni massicce nei sistemi informatici statunitensi, perfino  all’interno dei servizi di stato.

Più recentemente, un oleodotto che collega il Texas alla costa orientale ha subìto un attacco informatico e ha dovuto interrompere l’attività in attesa del pagamento di un  riscatto. Per questo motivo a Washington c’è carenza di benzina.  Incidenti del genere si moltiplicano ovunque nel mondo, compresa la  Francia dove alcuni ospedali sono stati presi di mira dai criminali  informatici.

La situazione si aggrava in assenza di regole e di trasparenza mano a mano che aumenta la digitalizzazione

In Medio Oriente si va oltre, e gli atti di guerra cibernetica sembrano entrati nell’ordine delle cose.

Questo aggravamento si verifica in un settore privo di regole e della  minima trasparenza, mentre la posta in gioco si fa sempre più alta con  l’avanzare della digitalizzazione delle nostre società.

       

Deterrenza informatica
Di sicuro sarà un argomento importante, forse addirittura quello  principale, nell’incontro tra Joe Biden e Vladimir Putin. Biden ha  annunciato fin dal suo arrivo alla Casa Bianca che avrebbe fatto pagare  alla Russia le sue intrusioni nei sistemi informatici e nelle campagne elettorali.

Le richieste di riscatto a seguito degli attacchi informatici pongono  un nuovo problema. I responsabili di questi atti sono stati localizzati  in Russia, ma Mosca nega qualsiasi coinvolgimento. Tuttavia gli esperti  sottolineano che gli attacchi non colpiscono mai obiettivi russi, come  se gli aggressori avessero “comprato” la pace con i servizi segreti  russi. Biden vuole che il Cremlino arresti gli autori di queste intrusioni.

             

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