Pubblicato il: 05-03-2021

I  lockdown hanno favorito la crescita delle polizze vita, da una parte  perché si è andato a creare un risparmio forzato e  perché è diminuita  la propensione degli italiani a riscattare le polizze prima della  scadenza.

Questa situazione globale sta facendo riposizionare le diverse società assicurative.

Giorgia Pacione Di Bello - we-wealth.com

                   

Il 2020 ha visto crescere la complessità e la raffinatezza  dei cyber attack. Le conseguenze finanziarie per le vittime di tali attacchi sono  enormi, secondo l’Hiscox Cyber ​​Readiness Report 2020, sono aumentato  di quasi sei volte in tutto il mondo tra il 2019 e il 2020

Meno titoli di stato e boom di unit linked. Secondo Taos Fudji, director insurance ratings di S&P le società assicurative italiane  stanno riducendo i loro investimenti sui titoli di stato nazionali.  L’esposizione in valore assoluto è rimasta stabile negli ultimi 5 anni   e questo perché una parte sono dentro la gestione separata dei prodotti  vita. E dunque la strategia è focalizzata sulla diversificazione a  scadenza ma non sulla vendita prima.

Per quanto riguarda il settore vita, che è  il segmento che maggiormente influenza la solvency delle assicurazioni  italiane. “Dopo un forte calo nel semestre dell’anno (2020) le  sottoscrizioni delle polizze vita sono riprese. C’è stato un incremento  delle polizze unit linked”, spiega Fudji. Questo contesto di bassi tassi  di interesse, si pensa, che possa spingere in alto le polizze  unit  linked che cresceranno ad un ritmo doppio rispetto a quelle tradizionali  (4 vs 8%). “Pensiamo che le polizze vita cresceranno dato che sono un  ottimo strumento di mercato che proteggono il patrimonio dalle  oscillazioni. I lockdown hanno favorito la crescita delle polizze vita  una parte perché crea un risparmio forzato e secondo perché è diminuita  la propensione degli italiani a riscattare le polizze prima”, continua  Fudji.

Gli analisti di S&P osservando anche che questa  situazione globale sta facendo riposizionare le diverse società  assicurative. Il settore si sta infatti focalizzando sugli  efficientemente dei costi e questo fa sì che le realtà si concentrano  sempre più sui mercati principali del gruppo. Per quanto riguarda la  parte danni, l’impatto del covid-19 è stato molto significativo. Focus  Italia, non essendo molto diffuse queste polizze, le perdite sono state  contenute.

Rischio cyber

Il 2020 ha visto crescere la  complessità e la raffinatezza  degli attacchi informatici. Le  conseguenze finanziarie per le vittime di tali attacchi sono enormi,  secondo l’Hiscox Cyber ​​Readiness Report 2020, sono aumentato di quasi  sei volte in tutto il mondo tra il 2019 e il 2020. Tuttavia, solo il 26%  delle aziende campionate nel rapporto di Hiscox ha una polizza  assicurativa informatica autonoma.

La maggior parte si basa su polizze  assicurative generiche o non ha alcuna assicurazione contro questi  rischi. “Il mercato delle assicurazioni informatiche ha quindi un enorme  potenziale di crescita, ma agli assicuratori mancano i prodotti per  soddisfare adeguatamente la domanda futura prevista”, sottolinea S&P  Global rating.

La copertura informatica è spesso raggruppata in polizze  assicurative sulla proprietà o responsabilità civile esistenti e, in  alcuni casi, le polizze non includono o escludono esplicitamente la  copertura informatica. Ciò dà luogo al “cyber silenzioso”, ovvero al  rischio per gli assicuratori di avere perdite derivanti da richieste di  risarcimento, legate ai a attacchi informatici,  su polizze che non  erano destinate a coprire quel rischio.

Anche quando l’inclusione della  copertura cyber è esplicita, la mancanza di trasparenza sia nella  definizione della polizza che nei suoi termini e condizioni crea  incertezza sulla portata della copertura.

L’importanza della  trasparenza e di una formulazione chiara nelle assicurazioni è diventata  evidente lo scorso anno, quando alcuni operatorii hanno subito danni  alla reputazione dopo aver respinto le richieste di interruzione  dell’attività degli assicurati in mezzo alla pandemia”, sottolinea la  società di rating.

L’analisi di S&P sottolinea  inoltre come le polizze assicurative esistenti spesso includono il  rischio informatico su base non affermativa, in altre parole, non  includono o escludono esplicitamente il rischio informatico. Grazie però  allo sviluppo di strumenti analitici più sofisticati negli ultimi due  anni, gli assicuratori si stanno gradualmente allontanando dalle polizze  non affermative utilizzando inclusioni o esclusioni chiare e  trasparenti.

“Osserviamo anche una tendenza delle compagnie di  assicurazione che sviluppano team informatici dedicati e reclutano  talenti informatici esterni nel settore assicurativo”, sottolineano gli  analisti.

E dunque gli assicuratori stanno facendo progressi nel  mondo cyber, sviluppando polizze informatiche ad hoc e chiarendo le  condizioni d’uso. Inoltre, si stanno iniziando a costruire anche linee  di business cyber autonome in grado di gestire le sfide associate alla  sottoscrizione di questo tipo di copertura. La strada da fare è ancora  tanta ma l’inizio è promettente.

   

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